AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium)

AgrifoglioL’inverno alle soglie del solstizio si appresta a giungere nel tardo dicembre sotto il segno del capricorno, in quella terra fredda e dura, che cela nel proprio grembo e custodisce con forza e amore il seme che a primavera si dispiegherà nel fuoco arietino governato da Marte.

In questi giorni brevi di luce attendiamo la luce del Natale, che dopo la luce di Santa Lucia, condurrà all’allungarsi delle giornate, in un susseguirsi di respiri che attraverserà i mesi invernali sotto le ali del pettirosso, custode dei giardini. Nella stagione dei geli, degli alberi spogli, della neve e del silenzio, la natura offre un dono di luce e di calore che da sempre simbolicamente ci accompagna durante i giorni del Natale varcando le soglie vecchio anno che lascerà il passo al nuovo. L’agrifoglio o “ilex aquifolium”, pianta sacra fin dall’antichità, con le sue foglie sempreverdi, di un coriaceo verde intenso, quasi ripiegate ai margini, marginate di spine irte e pronte a difendere e ferire; le bacche rosse che a lungo permangono e la accendono di fervore e di passione e di piccoli delicati e puri fiori bianchi.

Gli antichi romani portavano dei rametti di agrifoglio durante i saturnali, nei giorni che precedevano il solstizio invernale, perché lo consideravano come un talismano; presso i celti invece rappresentava il re dell’inverno, come la quercia lo era nella metà più rigogliosa dell’anno.

Nella tradizione pagana soprattutto nordica si soleva appenderlo nelle case e nelle stalle per allontanare i sortilegi, andava però tolto la dodicesima notte che corrisponde alla nostra epifania, e non a casa dall’epifania in poi le giornate iniziano ad allungarsi e quindi la luce a farsi varco tra le ombre dell’inverno.
Ho scelto questo essere vegetale per questo articolo di Natale in quanto vorrei condurvi attraverso l’uso della frequenza del fiore sulle vie del perdono e dell’Amore incondizionato, che sono svelati nella luce del fiore che Bach preparò e che la maggior parte di noi conosce come Holly.

Vorrei riportavi le descrizione del rimedio floreale Holly scritta da Bach stesso e presente nel suo libro testamento che si intitola “Guarisci te stesso”
“Per chi, a volte, viene assalito da pensieri come la gelosia, l’invidia, la vendetta, il sospetto. Per le varie forme di risentimento. Queste persone possono soffrire molto nel proprio intimo e spesso senza che ci sia una causa reale della loro infelicità”

Possiamo ben capire come lo stato di Holly sia grave, impregnato e invaso da influenze di origine interna e abbraccia tutti i sentimenti negativi forti che non solo dimorano nell’animo di un individuo, ma che si manifestano con comportamenti distruttivi e violenti. Tra questi sentimenti forti la rabbia è uno dei principali e Bach intese e presentò questo fiore come protezione “da tutto ciò che non è Amore universale”.

Ricordo che del rimedio floreale spesso ne leggiamo il riequilibrio sullo stato negativo, ma in realtà bisognerebbe sempre tendere lo sguardo allo stato positivo, cioè al tipo di forze e di qualità che sviluppa nelle nostre anime e sui nostri sentimenti. Holly è il fiore della luce che brilla nelle tenebre, in quanto il gesto della pianta è “la ferita e il perdono in nome dell’Amore”. Vi invito più che a osservare, a comprarvi un rametto di agrifoglio per addobbare le vostre case, magari con una bella candela, e nel vedere il ramo vi pregherei di immaginarvi questo cespuglio arbustivo immerso nel sottobosco invernale all’ombra e ai piedi di grande alberi che stagliano i loro nudi rami verso la volta celeste.

L’agrifolgio vi parlerà attraverso le sue foglie, che prima ancora che spinose sono coriacee e di un verde molto scuro, questo verde lucido e scuro rappresenta forza, ma sopratutto è la modalità che ha la pianta per richiamare a se la maggior quantità di luce per sommuovere in lei le forze della fotosintesi. Il margine spinoso che ne arcua la forma è anch’esso di supporto in questa funzione di amplificazione, le spine poi sono una forma di protezione e di difesa, perciò la puntura della spina è “dolore”, così come lo stato negativo della ferita, ma anche un baluardo di difesa contro la violenza dello stato alterato dei sentimenti negativi che in noi possono sorgere dalle esperienze dolorose. Le bacche come occhi che guardano dal sottobosco sono di un rosso vivido e acceso. Rosso come il colore che rappresenta il sentimento della rabbia, ma anche come la passione. Infine il suo candido fiore a quattro petali, un fiore bianco di purezza e di candore, somma più alta dell’intera pianta, ricettacolo che accoglie e raccoglie le forze del vegetale e dove poi si svilupperà la bacca che noi ammiriamo in pieno inverno.

In ambito cristico, l’agrifoglio rappresenta Gesù, il Dio-Re sacrificato, che porta una corona di spine, fatta di agrifoglio, i fiori bianchi simbolo della sua purezza, le bacche rosse le gocce del suo sangue. Il nome inglese Holly diviene quindi Holy, ossia sacro.

Nel congedarmi da voi vi consiglio di fare questa esperienza con l’agrifoglio. Procuratevene un rametto e mettetelo con amore nella vostra dimora e da Natale all’epifania, i 12 giorni, pensate alla vostra ferita e ai sentimenti negativi ad essa collegati, e attraverso questo dono vegetale sanatela con la luce dell’Amore e del Perdono, rappacificatevi con voi stessi e con le persone che vi hanno o avete ferito, perchè l’Amore è l’unico balsamo per lenire i nostri cuori.
Sia un lieto Natale di luce, armonia e condivisione.

 

Dr. Elvis Vaccari

FANIA

Nell’ombra del bosco dove quasi non riconosco
i miei passi portati dal vento, dove il sentimento
si smarrisce tra verdi foglie con spine la luce fiorisce

Questo ricettacolo verde diviene oracolo
per il mio cuore e la rossa bacca fervore
che riluce e davanti al focolare mi conduce

come una brace che tra la cenere giace
come un respiro che diviene sospiro
come dolore che nel candido fiore
Diviene Amore

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